News

TFR: in azienda o nel fondo pensione?

Pensare al futuro
Le scelte da compiere alla sottoscrizione di un contratto

Alcune scelte che effettui quando firmi un contratto lavorativo non hanno effetti immediati ma nel lungo termine e se compiute in modo attento, possono portarti a dei grossi vantaggi dal punto di vista economico. Un esempio è quello di valutare come ottenere il TFR.

Questa è una parola che avrai sentito varie volte, dato che quando firmi un contratto hai più o meno sei mesi di tempo per fare una precisa scelta tra lasciare il TFR in azienda oppure dirottarlo verso un fondo pensione.
In questo articolo andremo a chiarire alcuni aspetti riguardanti il concetto di TFR e quali possono essere i pro e i contro che puoi ottenere nel momento in cui decidi di mantenere questa somma di denaro nella società in cui lavori, oppure in un investimento esterno.

 

Cos’è il TFR
Le sue caratteristiche

Ma che cosa significa TFR? L’acronimo sta a indicare il trattamento di fine rapporto, ovvero una somma economica che ti spetta in quanto lavoratore dipendente subordinato nel momento in cui concludi l’attività lavorativa, nel caso di licenziamento, dimissioni o raggiungimento dell’età per il pensionamento. Il calcolo è abbastanza semplice, dato che se vuoi conoscere l’importo del tuo TFR devi sommare la retribuzione che hai avuto durante l’anno è dividerla per 13,5%.

In questo modo otterrai una somma di denaro che anno per anno si accumula e potrà essere riscattata a cessazione del rapporto di lavoro, o in altri casi in maniera parziale precedentemente.
Fino a pochi anni fa vi era una certa limitazione sulla scelta che poteva essere effettuata su come impiegare il TFR, ma con il decreto legislativo 252/2005 entrato in vigore il 1° gennaio 2007, ora hai la possibilità di scegliere se poter lasciare il TFR all’interno dell’azienda oppure impiegarlo in fondi pensionistici integrativi.

Ma quali sono le differenze e in particolare quali possono essere i vantaggi di una tale scelta?

 

Cosa vuol dire TFR in azienda
Quali sono i suoi vantaggi

Lasciare il TFR in azienda vuol dire che la somma spettante annualmente viene accumulata dal datore di lavoro e grazie a questo sistema prevede una serie di vantaggi. In primo luogo si ha un incremento garantito che corrisponde a un tasso fisso del 1,5%, più il 75% dell’aumento dell’indice ISTAT sull’inflazione con riferimento all’anno precedente. Inoltre per il lavoratore vi sarà la possibilità di chiedere anche un’anticipazione delle somme del TFR al fine di effettuare delle spese sopraggiunte.

Tale richiesta può essere effettuata solo una volta durante l’arco della prestazione lavorativa e dopo che siano trascorsi almeno 8 anni. Lasciare il TFR in azienda è una realtà sicura dato che in caso in cui vi siano delle problematiche da parte dell’impresa come un fallimento o insolvenza, interverrà il Fondo di Garanzia dell’INPS per garantire l’ottenimento del trattamento di fine rapporto. Infine il TFR è soggetto a una tassazione separata che non fa cumulo con il reddito percepito.

 

Il TFR in fondo pensione
Un investimento per il futuro

Grazie alla nuova normativa ti si presenta una differente possibilità che può essere al contempo molto vantaggiosa e che consiste nel dirottare la somma che spetta a titolo di TFR direttamente in un fondo pensione. Negli ultimi tempi sono sempre di più i lavoratori che intraprendono questa strada. Ma quali sono i vantaggi? Di seguito evidenziamo alcuni aspetti importanti in modo da permetterti di valutare con attenzione le opportunità di una gestione attraverso un fondo pensione:

investimento: grazie al fondo pensione sarà possibile investire i propri soldi nel mercato, sfruttando la crescita degli assets su cui si è investito. Infatti al momento della sottoscrizione dei fondi pensione è possibile stabilire una serie di paramenti che permettono di ottenere dei rendimenti a lungo termine che possono essere molto elevati;

vantaggi in ambiti di tassazione: anche in questo caso la tassazione è separata ma con il vantaggio di avere un’imposta sostitutiva del 20% sia su interessi che su le eventuali plusvalenze. Se poi vengono scelti particolari investimenti, come bond o titoli di stato la tassazione scende al 12,5%;

agevolazioni fiscali: ai fini IRPEF i versamenti che effettui sul fondo pensionistico sono deducibili fino a un ammontare di 5.164,57 €;

separazione del patrimonio: i fondi pensionistici sono considerati un patrimonio sperato rispetto al resto dei tuoi assets economici, non possono essere soggetti a pignoramento da parte dei creditori e in caso di fallimento da parte dell’azienda sono garantiti dall’INPS;

vantaggi nell’anticipazione: infine se devi chiedere un’anticipazione del TFR, per certi aspetti sarà più semplice ottenerla se hai versato il trattamento di fine rapporto in una fondo pensione.

 

TFR in azienda contro TFR in fondo pensione
Le due realtà a confronto

Scegliere tra TRF in azienda e fondo pensione non è sempre facile, dato che vi sono comunque dei vantaggi in ambedue i casi. È importante considerare che anche se hai effettuato una valutazione durante la tua vita lavorativa potrai sempre cambiare la destinazione del tuo TFR. Di seguito mettiamo a confronto i pro e i contro delle due scelte in modo da darti un quadro completo:

sicurezza: per questo aspetto non devi avere nessuna preoccupazione dato che sia il TFR in azienda che quello in fondo pensione sono garantiti dal Fondo di Garanzia dell’INPS in caso di insolvenza o fallimento dell’azienda;

fiscalità: dal punto di vista della tassazione i fondi pensione ti permettono a lungo termine di avere una serie di vantaggi economici. Non solo la tassazione è più bassa sia a fine IRPEF, portando la bilancia a favore del TFR in ambito dei fondi pensioni, masi aggiungono anche una serie di agevolazioni fiscali.Infine devi anche considerare le nuove prospettive lavorative. La realtà moderna ti porta spesso a dover cambiare lavoro durante l’arco della tua carriera. Questo implica che ogni volta che si conclude un contratto se lasci il TFR in azienda questo sarà sottoposto a tassazione. Invece nel caso di un fondo pensionistico continuerà a maturare;

rendimento: per il TFR in azienda si può valutare un rendimento fisso, per quanto riguarda invece quello dei fondi pensionistici è strettamente collegato all’andamento dei mercati finanziari. Con i fondi pensione si ha la possibilità di ampliare però i propri assets, con un rendimento che sia maggiore e che a lungo andare può creare una differenza economica sostanziosa. Naturalmente vi è un maggior rischio nel fondo pensione rispetto a quello del TFR in azienda, ma questo è ovviamente collegato al tipo di investimento finanziario;

anticipazioni: dopo un periodo di tempo stabilito sarà possibile chiedere delle anticipazioni del TFR in ambedue i casi, ma la concessione attraverso il fondo pensione risulta essere preferita ai fini dell’ottenimento del prestito.

 

Walter Moladori

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *