News

Tasse di successione, come ridurle con la gestione patrimoniale

Pubblicato il

PENSIAMOCI per tempo, condurre una vita ben organizzata comporta un bel risparmio fiscale nel passaggio generazionale del patrimonio.

L’Italia è una “ISOLA FELICE” in quanto l’imposta di successione è molto agevolata, in paesi a noi vicini come la Germania e la Francia l’aliquota massima può raggiungere rispettivamente il 50% e il 60%.

Attualmente in Italia le imposte di successione  che si applicano al patrimonio in successione eccedente la franchigia sono :

4% coniuge e parenti in linea retta. Con franchigia di 1.000.000 di euro per beneficiario

6% fratelli e sorelle. Con franchigia 100.000 euro per ogni beneficiario

6% altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta, affini in linea collaterale fino al 3°. Senza franchigia

8% altri soggetti. Conviventi e terze persone

Come evidenziato le imposte non sono eccessive, specialmente in linea retta ed in particolare se confrontate con  altri paesi Europei.

A mio avviso questa realtà ben presto verrà modificata sia per adeguarci al resto dell’Europa sia per necessità di cassa del nostro Paese.

La gestione del patrimonio ereditario mirata a minimizzare il carico fiscale è comunque un’attenzione che vale la pena avere, la normativa infatti lascia aperto qualche spiraglio per pagare meno tasse.

La parte più facilmente gestibile è proprio quella finanziaria, che ha come vantaggio anche una riduzione delle imposte sul patrimonio immobiliare.

Un esempio se il patrimonio ereditario ha un valore di 5ml composto al 50% immobili e 50% mobiliare (titoli, investimenti, c/c etc..), in caso di successione in linea retta ad 1 erede si pagherà la tassazione su 4ml di euro.

Se invece il decuis in vita struttura la parte mobiliare in particolari strumenti di investimento che rendono il patrimonio esentasse successorie e non conteggiato nell’asse ereditario, i fisco chiederà il pagamento solo su un valore di 1.500.000  euro (ovvero il valore immobiliare decurtato della franchigia. Con un enorme vantaggio fiscale.

Quali strumenti allora possiamo utilizzare?

Tra i più comuni ci sono le polizze di ramo I, e quelle di ramo III.

Ramo I sono strumenti molto prudenti con garanzia del capitale; sono fondi creati appositamente dalle società di assicurazione e distinti da quelli della compagnia nei quali vengo investiti, infatti si chiamano gestioni separate. Ciò significa che se la compagnia di assicurazione fallisce, il capitale accantonato con le polizze è garantito ai clienti..

Ramo III anche dette unit linked sono polizze dove il capitale è investito in quote di oicr o di fondi interni. Il capitale non è garantito ma sottoposto alle oscillazioni di mercato. Questo è uno strumento finanziario puro.

Oltre le polizze per i patrimoni ereditari più complessi, ovvero con valori molto elevati esiste anche lo strumento del TRUST.

Il trust è un istituto del sistema giuridico anglosassone recepito dal nostro ordinamento e riconosciuto anche nella ultima legge dopo di noi.

In merito a questo strumento mi riservo di dedicarci un articolo ad hoc.

A presto

Walter Moladori

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *