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Private banker: differenza con il consulente finanziario

L’evoluzione dei mercati finanziari e delle piattaforme tecnologiche di supporto non è certamente una novità; negli ultimi anni il difficile contesto socio economico, la crisi del settore degli istituti di credito e la nascita di strumenti finanziari sempre più complessi ha disorientato, e non poco, l’ampia fascia di risparmiatori italiani che da sempre era solito affidare i propri risparmi alle banche e agli sportelli postali.

In questo ambito si è prepotentemente inserita una fase particolarmente difficile per quel che concerne i rendimenti dei portafogli investiti.
Il perdurare di un lungo percorso di tassi attivi molto bassi (e talvolta prossimi allo zero) ha condotto i risparmiatori ad affrontare una tematica insidiosa come quella del rischio e della volatilità di portafoglio; allo stesso tempo la forte contrazione della forbice tra tassi attivi e passivi ha rappresentato per gli istituti di credito una sostanziale diminuzione degli utili societari.

Poiché le banche (e la posta) non sono istituti di beneficenza e debbono adeguatamente remunerare i propri azionisti, è partita la corsa alla creatività che si è concretizzata con la realizzazione di prodotti finanziari sempre più complicati (e certamente remunerativi per gli enti emittenti) che hanno creato sconcerto nei risparmiatori italiani storicamente solidi investitori in titoli di stato e dalla cultura finanziaria limitata.

Sono nate, nel corso del tempo, delle nuove figure professionali che si posti all’attenzione del pubblico come gestori di patrimoni o consulenti finanziari in grado di seguire con competenza e attenzione i portafogli finanziari di tutti quegli individui che non hanno nè tempo, nè voglia, nè capacità di perseguire una gestione fai da te.

Oggi, chi desidera effettuare degli investimenti, può rivolgersi sostanzialmente a quattro figure professionali:

1. Il Promotore finanziario
2. Il consulente finanziario indipendente (o la società di consulenza finanziaria indipendente)
3. Il dipendente di banca (o postale) addetto ai servizi di investimento
4. L’agente assicurativo.

Per quel che riguarda il dipendente bancario o postale addetto ai servizi di investimento, non ci sono particolari problemi; la figura professionale è nota da tempo. Tale professionista è direttamente stipendiato dall’ente per il quale presta opera ed agisce in base a precise disposizioni e, talvolta, in base alla propria coscienza personale.

I prodotti finanziari che può collocare rientrano nell’ambito di tutti quegli strumenti che l’istituto per cui lavora può trattare; generalmente i multi marca sono limitati ai portafogli più importanti mentre per la clientela retail la gamma di strumenti disponibili si riduce ai prodotti di casa.
Il beneficio economico per il dipendente è limitato al proprio compenso e, al più, a qualche incentivo sulla misura dei prodotti collocati.
L’agente assicurativo può collocare prodotti finanziari quasi esclusivamente emessi dalla casa madre; la sua autonomia, pertanto, è molto limitata e la competenza maturata lo spinge a proporre ciò che conosce meglio (strumenti finanziari a matrice assicurativa).
Le cose si complicano quando si parla di Private Banker (o promotore finanziario) e consulente finanziario indipendente.

Vediamo ora nel dettaglio queste due figure professionali e le mansioni che svolgono.

Il Private Banker

La figura professionale del promotore finanziario non è nuova; già negli anni 80 erano comparse le prime figure di questo tipo, ma nel corso degli anni è stata disciplinata giuridicamente e ne sono state specificate le mansioni.
Il promotore finanziario è la persona fisica abilitata alla promozione e al collocamento di servizi e strumenti finanziari fuori sede a favore del risparmiatore finale.

Egli agisce in qualità di agente monomandatario nei confronti della banca o della società di intermediazione mobiliare per la quale lavora e dalla quale è autorizzare a prestare opera anche al di fuori delle sue mura.
Il promotore finanziario per poter esercitare la sua professione deve essere regolarmente iscritto ad apposito albo. L’iscrizione a detto albo è subordinata ad alcuni requisiti specificatamente individuati dalla giurisprudenza e prevedono anche il possesso di particolari requisiti di onorabilità e professionalità.

Già nella definizione iniziale è possibile evincere le mansioni che un promotore finanziario può esercitare: egli propone e colloca al risparmiatore finale servizi finanziari e strumenti di investimento.
In qualità di monomandatario, il promotore finanziario lavora in via esclusiva per un solo istituto di credito o società di gestione pur non essendone indipendente.

La gamma di prodotti e servizi a cui attingere è molto più ampia di quella a disposizione del dipendente di banca; generalmente ha a disposizione prodotti emessi dalla casa madre, ma anche strumenti di altre banche o sim oltre a naturalmente tutti gli strumenti quotati sui mercati.

Lavorando in via esclusiva per un’unica società, ma non essendo direttamente remunerato dalla stessa tramite un emolumento fisso mensile, il promotore finanziario trova il suo compenso dalla retrocessione delle commissioni che vengono pagate dalle società prodotto ai distributori.

Il promotore finanziario, dunque, non emette parcella ai clienti traendo compenso diretto da loro, ma emette fattura nei confronti della società per cui lavora in base le operazioni poste in essere e al portafoglio gestito.
E’ intuitivo dire che se il promotore guadagna in relazione alla retrocessione commissionale percepita sui prodotti collocati, potrebbe non avere la libertà intellettuale di scelta, ma propendere per tutti quelli strumenti finanziari che gli garantiscono il ritorno commissionale più alto.

Il consulente finanziario indipendente

La figura professionale del consulente finanziario indipendente è, invece, relativamente recente ed in attesa di una normativa giuridica esaustiva. Figura cardine nel mondo finanziario anglosassone storicamente più evoluto, il consulente indipendente in Italia non è ancora troppo diffuso.

Volendo definirne i tratti salienti, il consulente finanziario indipendente è una persona fisica o giuridica che presta consulenza a terzi in materia di prodotti finanziari. Il servizio viene prestato in modo continuativo e prevede il pagamento di un corrispettivo economico.
Il consulente indipendente può essere considerato come una sorta di free lance della finanza; egli non è legato ad alcun intermediario e per tale ragione esercita la sua attività di consulenza su tutti gli strumenti finanziari che il mercato propone.

Il cliente che decide di avvalersi del servizi d’opera di un consulente indipendente, non sarà vincolato ad intrattenere rapporti con uno specifico istituto o società di gestione; potrà continuare a detenere le proprie disponibilità nella banca di fiducia e disporrà personalmente tutte le operazioni di gestione del portafoglio.

L’attività di consulenza si espleta mediante un servizio costante di informazione circa strumenti finanziari, andamento dei mercati ed opportunità di acquisto e vendita prodotti; il consulente viene direttamente pagato dal cliente al quale fa parcella in maniera trasparente.

 

Walter Moladori

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