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Passaggio generazionale nell’impresa familiare: tutti gli adempimenti

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Le imprese a carattere familiare in Italia hanno una forte costante e compongono il tessuto sociale per ben l’85% dell’intero circuito delle aziende presenti sul territorio. Tuttavia il passaggio generazionale può mutare l’equilibrio delicato che si va a costituire, soprattutto a livello organizzativo.

Tecnicamente quando si parla di passaggio generazionale si fa riferimento a quella fase di vita di un’impresa in cui si decide di trasferire la stessa nelle mani dell’erede prossimo.

Si parla a tal proposito anche di successione di impresa che deve essere svolta secondo una pianificazione successoria, programmando con dovuto anticipo la persona che prenderà le redini dell’azienda e il patrimonio.

Il passaggio generazionale non può essere lasciato al caso e deve essere un avvenimento da studiare con attenzione. Ma deve anche essere letto come una possibilità, il cambio generazionale è il motore del rinnovamento e per questo molto importante, tuttavia è bene avere cura degli aspetti economici, finanziari, giuridici, sociali e fiscali che riguardano strettamente l’azienda ed i suoi operatori.

 

Adempimenti per finalizzare il passaggio generazionale

La prima cosa da fare è scegliere la destinazione del patrimonio, si può pensare ad una donazione (quindi ad un trasferimento gratuito) oppure ad un trasferimento che richieda l’istituzione di una forma societaria e quindi a carattere oneroso.

Per quanto concerne la struttura societaria, bisogna considerare il territorio, le dimensioni, le necessità di trasformare giuridicamente la società e anche valutare l’ingresso di nuovi soci.
La legge stabilisce per le cessioni di azienda a titolo gratuito o per morte non hanno plusvalenze imponibili, inoltre i valori a carico di questi devono essere i medesimi applicati di colui che cede per questo si parla di neutralità fiscale. Se gli eredi però sono più di uno, questi sono tenuti a costituire una società di fatto che deve essere regolarizzata entro un anno in società di persone o capitali.

Questi sono gli step che andrebbero percorsi per finalizzare il passaggio generazionale:

– Trovare un successore adatto, da valutare nel tempo da 3 a 5 anni

– Definire chiaramente tutti gli aspetti economici e finanziari del passaggio

– Valutare da un punto di vista giuridico questo trasferimento aziendale

– Stabilire regole tra i membri della famiglia che partecipano all’azienda al fine di chiarire quali sono le competenze e il settore di interesse

In tal senso può essere utile anche avvalersi della consulenza di uno specialista che possa aiutare nella successione e fare da mediatore anche con gli altri componenti della famiglia.

Prima di eseguire il passaggio generazionale responsabilità, competenze e poteri devono essere definiti. La situazione migliore è quella che prevede un passaggio graduale e non immediato, in questo modo il lato senior può supportare progressivamente gli sviluppi e verificare la situazione.

Molto utile pensare ad un piano di emergenza, una scialuppa di salvataggio a cui attingere se la guida dell’azienda prendesse uno scivolone e se il soggetto indicato si rivelasse inopportuno ad adempiere alle richieste.

 

Regime di esenzione per passaggio generazionale

Per favorire il passaggio all’interno dell’ambito familiare, la legge prevede che l’imposta sulle successioni sia per quanto riguarda l’intera azienda che per quanto concerne azioni o quote, gratuita solo in alcuni casi e solo quando vengano rispettate determinate condizioni.

Uno dei vincoli principali richiesti ai discendenti è quello di non interrompere l’attività lavorativa per almeno cinque anni dalla sottoscrizione pena il pagamento per intero dell’imposto ordinaria.

Si tratta di un periodo di monitoraggio che viene attuato per consentire al settore di progredire.

 

Diritti e doveri: l’irrevocabilità della decisione

Le norme impongono oggi di preparare letteralmente la successione generazionale, secondo quanto previsto dalla legge (art.768 bis c.c.) l’imprenditore può trasferire in tutto o in parte l’azienda mediante un contratto che deve essere siglato alla presenza di un notaio (art.768 ter c.c.). Il contratto che si va a stipulare deve essere sottoscritto da tutti coloro che sono legittimati a succedere all’imprenditore.

In caso di morte gli altri legittimari potranno avere una liquidazione per la loro parte.

Una delle parti più interessanti della normativa prevede che quanto ricevuto non può essere soggetto a riduzione, quindi nel momento in cui un imprenditore decide di cedere la sua azienda non potrà più tornare indietro. In pratica la legge appoggia il passaggio generazionale, ma in un certo senso pone una scelta definitiva e per questo da ponderare molto bene. Il successore, una volta accettato, non potrà a sua volta tirarsi indietro.

Per molti imprenditori, fondatori delle loro aziende, lasciare il timone ai loro successori non è affatto facile. Il lavoro di una vita è visto come una missione più che come un semplice incarico e questo è un concetto molto difficile da scardinare. Forse proprio per tale motivo la legge prevede un quadro molto duro nella successione che non permette ripensamenti.

Il passaggio può essere una grande opportunità in termini di crescita e rinnovamento ma deve essere gestito nel migliore dei modi per non compromettere la posizione aziendale sul mercato e per non compromettere il lungo operato. Per tale motivo gli imprenditori sono sempre invogliati a studiare attentamente il successore, ad attuare per tempo delle strategie organizzative e verificare concretamente che questo sia in grado di procedere con il carico di lavoro e con l’onere anche sociale che questo passaggio rappresenta.

 

Walter Moladori

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