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Cos’è l’Investimento Sostenibile e Responsabile (SRI)?

L’Investimento Sostenibile e Responsabile (dall’inglese Sustainable and Responsible Investment, da cui l’abbreviazione tramite acronimo SRI) è una particolare strategia finanziaria che tiene in considerazione, nella scelta delle imprese ed enti su cui investire, di valutazioni legate alle politiche ambientali, sociali e di buon governo.
Se questa definizione ti ha incuriosito e vuoi saperne di più, ecco tutto quanto c’è da conoscere sull’Investimento Sostenibile e Responsabile: cos’è, come si attua e quali sono i parametri da tenere in considerazione.

 

Cos’è l’Investimento Sostenibile e Responsabile?

L’SRI è, come detto, una forma di strategia di investimento che ha come fulcro la valutazione delle politiche adottate da imprese ed enti pubblici, al fine di stabilire se queste ultime possono considerarsi “meritevoli” di essere considerati quali target di un certo tipo di operazione finanziaria.
Questa strategia mira a creare valore per gli investitori e la società nel suo complesso, sensibilizzando e responsabilizzando quanti operano sui mercati finanziari ad impiegare i propri fondi soltanto in favore di quegli organismi (pubblici o privati) che si dimostrano rispettosi di certe tematiche sensibili: la cura dell’ambiente, il rispetto dei diritti umani e – in particolare – di quelli dei lavoratori, la correttezza democratica della vita pubblica, un accorto sfruttamento delle risorse naturali, e così via.

In altri termini, investire in modo sostenibile e responsabile significa investire secondo coscienza: l’obiettivo di queste strategie, che vengono incentivate da importanti organismi nazionali ed internazionali (tra cui l’ONU o, in Italia, il Forum per la Finanza Sostenibile), è quello di creare una sinergia tra il calcolo puramente economico di chi opera sul mercato e la sostenibilità dell’investimento.
Infatti, l’attenzione sempre più urgente verso tematiche come quelle accennate risulta sempre più importante e sentita anche da parte degli investitori, che progressivamente stanno prendendo coscienza dei risvolti sociali e ambientali delle proprie scelte finanziarie.

La base di partenza è comprendere che le più diverse forme di investimento (quelle volte ad accrescere il capitale, quelle di carattere speculativo, ma anche quelle adottate da cittadini “normali”, ad esempio per integrare la pensione o mettere al ripario i risparmi per le future generazioni) possono essere attuate anche perseguendo approcci sostenibili, scegliendo di allocare i capitali verso obiettivi responsabili.
Secondo i dati provenienti dall’Osservatorio sulla finanza responsabile, ad oggi esistono in Italia ben 45 fondi di gestione del capitale che offrono prodotti SRI, con un’espansione crescente soprattutto a partire dal 2009.

 

Questi numeri testimoniano come, anche nel nostro Paese, l’Investimento Sostenibile e Responsabile stia rappresentando una fonte di crescente consapevolezza, da parte degli investitori, nella scelta di quali società preferire senza guardare unicamente al ritorno economico (ma, al contempo, senza sacrificare quest’ultimo).

 

I diversi obiettivi di sviluppo e investimento sostenibile

Come accennato, le diverse finalità di una strategia di SRI possono concernere obiettivi di sviluppo sociale, umano ed ambientale. Ad esempio, l‘ONU ha sviluppato una vera e propria Agenda per lo Sviluppo sostenibile, andando ad individuare un gran numero di target da raggiungere e da prendere in considerazione – da parte degli attori del mercato – quale ambito in cui operare investimenti.

Tra questi possiamo considerare la lotta alla povertà, il contrasto ai cambiamenti climatici, il raggiungimento dell’uguaglianza di genere, la promozione della pace, la diffusione dell’istruzione e il rinnovamento della cultura dei consumi.
Con particolare riferimento alla tutela dell’ambiente, vengono utilizzati diversi indicatori per misurare i progressi e gli indici di impatto delle diverse operazioni umane, ivi comprese quelle derivanti più o meno direttamente da forme di investimento finanziario.

Tra questi sono molto utili le cd. impronte di carbonio e le impronte ecologiche.
La carbon footprint è un marcatore che permette di misurare le emissioni di gas serra, così da valutare l’impatto che queste ultime hanno rispetto ai cambiamenti climatici che derivano dall’azione dell’uomo. L’impronta ecologica, invece, serve a monitorare i consumi di risorse naturali rispetto alla capacità della Terra di riuscire a rigenerale, così da valutare la compatibilità della domanda umana di risorse rispetto ai diversi ecosistemi produttivi, terrestri o marittimi.
Ebbene, le raccomandazioni degli organismi internazionali, ma anche degli osservatori interni che concorrono nello sviluppare (e successivamente offrire ai risparmiatori) le diverse strategie di investimento, sono volte a concretizzare gli obiettivi e gli indicatori.

In questo modo, si orientano gli investitori verso scelte finanziarie capaci di promuovere, oltre al benessere personale, anche lo sviluppo umano e ambientale, ricorrendo a quegli enti che adottano criteri ambientali, sociali e di governo che rispettino tali istanze.

 

Le strategie di SRI

Ma, in concreto, come si attuano gli Investimenti Sostenibili e Responsabili?

Definiti gli obiettivi e sensibilizzati gli investitori verso una certa tematica, l’SRI avviene tramite l’applicazione, da parte del singolo investitore o – più frequentemente – da parte di coloro che gestiscono i fondi, di un gran numero di filtri, volti a selezionare gli ambiti in cui operare concretamente per rispettare gli obiettivi cui si è fatto riferimento.
Ebbene, tali filtri possono essere di carattere negativo: ad esempio, prevedendo l’esclusione dall’ambito di un certo investimento di quelle aziende o Paesi che operano in settori controversi, come la produzione di armi, pornografia e tabacco. O, viceversa, possono avere carattere positivo: è il caso dell’approccio cd. “best in class”, che va a premiare le aziende che si sono dimostrare virtuose in un certo ambito, ad esempio la riduzione delle emissioni o il risparmio energetico.
Altro indicatore utile per orientare una strategia di Investimento Sostenibile e Responsabile è il riferimento alle Convenzioni Internazionali (ad esempio, quelle dell’OCSE o dell’ONU quali UNICEF, Global Compat, ecc.): in questo caso si selezionano i target di un investimento a partire dal loro rispetto di certi standard di tutela, come nel caso delle normative sul lavoro minorile.

Esistono anche strategie di lungo periodo, che tengono a premiare quale target di investimento le aziende e i Paesi che dimostrano sensibilità costante rispetto a certe tematiche: è il cd. “engagement”, l’attività che, attraverso il dialogo con l’impresa, influenza i comportamenti di questa fino a soddisfare certi standard minimi di responsabilità e sostenibilità; o, ancora, la strategia di “impact investing”, ossia l’intenzione di investire in quelle imprese od organizzazioni che hanno come obiettivo la generazione di un positivo impatto socio-ambientale, attraverso forme di finanziamento sostenibili (microfinanza, social bond, green bond, e così via).

 

Walter Moladori

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